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Il Cai fa 150

27 maggio 2013 • OpinioniComments (0)1120

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Correva l’anno 1863, l’unificazione dell’Italia sotto un’unica corona era un processo ancora in corso e un uomo che sarebbe diventato protagonista della storia politica del neonato regno, Quintino Sella, guidava una spedizione – la prima tutta italiana – per la conquista della vetta del Monviso.

E proprio inerpicandosi sul Re di Pietra Quintino Sella ebbe la folgorazione; fondare un club che riunisse tutti gli alpinisti italiani sull’esempio di analoghe realtà già da anni presenti in Austria, Svizzera e Inghilterra. Nacque così, il 23 ottobre 1863, il Cai Club alpino italiano. La prima lista di soci comprendeva tra gli altri anche due nomi di spicco come Bettino Ricasoli, primo presidente del Consiglio del Regno dopo Cavour, e Giovanni Battista Schiapparelli, padre nobile della farmacologia in Italia.

Dopo pochi anni la sede del Cai si trasferì a Milano e nel 1873 Quintino Sella, nel frattempo diventato ministro delle Finanze del Regno si trasferì a Roma fondando la sezione capitolina dell’associazione.

In 150 anni il Cai ha accresciuto il numero di iscritti – dai 3.500 iniziali ai 300.00o attuali – e ha avvicinato alla montagna migliaia di italiani benché oggi fatichi ad attrarre i più giovani.

Le celebrazioni per il 150° anno di attività sono iniziate ieri con l’assemblea dei delegati, tenutasi ieri nella sede sociale del Monte dei Cappuccini. L’assemblea ha riconfermato alla guida del club Umberto Martini. In serata si è tenuta invece la performance di Antoine Le Menestrel che si è esibito nella danse-escalade – arte che unisce arrampicata e danza – muovendosi sinuosamente sulle facciate della chiesa e del Museo della Montagna.

Alessandro P.

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