variante 200

1.000.000 di metri quadrati…

17 maggio 2013 • CommunityComments (0)1173

 variante 200

Sono più di un milione di metri quadrati costruiti tra case di abitazione, servizi, uffici e commercio che vedranno la luce nei prossimi 15-20 anni a Torino Nord.

Si tratta della cosiddetta Variante 200, una colossale trasformazione che seguirà il tracciato della metro M2 lungo l’attuale trincerone ferroviario che parte da Vanchiglia per lambire il cimitero e la manifattura Tabacchi e racchiudere Barriera di Milano fino alle case alte di Spina4.

Il gruppo internazionale di professionisti guidato da Recchi Engineering vincitore della gara per il disegno di un MasterPlan di tutta l’area, è al lavoro da un paio di mesi ed ha appena consegnato alla Città il progetto preliminare.

I criteri del Master Plan sono la ricucitura del tessuto urbano, l’attenzione al mix delle funzioni per evitare l’uso per fasce orarie delle varie zone, la presenza di un parco lineare verde che si infiltra negli isolati privati, la previsione di architetture eterogenee e diverse, l’insediamento di funzioni temporanee che “riempiano” di vita i grandi spazi della trasformazione nel corso della sua realizzazione.

In questo nuovo lunghissimo quartiere ci si muoverà a partire dalla stazione Rebaudengo, in metrò, in bici ed a piedi ma anche con un moderno sistema di car sharing integrato al trasporto pubblico: una sola tessera che apre anche la portiera della mia micro mobile elettrica parcheggiata alla fermata del bus o del treno che mi consente di fare l’ultimo miglio fino a casa, al lavoro, alla scuola dei bimbi.

Le prossime tappe prevedono prima dell’estate un percorso di condivisione con la Amministrazione comunale del piano per ragionare sugli aspetti di regia e finanziamento degli interventi e, ad ottobre, la consegna definitiva del progetto.

La metodologia seguita per la redazione tiene conto di voci differenti, si confronta con varie comunità di saperi (architetti, urbanisti, trasportisti, sociologi, amministratori,…) ma anche con gruppi di cittadini che in quei territori abitano, e lavorano e magari, in questo momento, sono in difficoltà.

Insomma un progetto davvero interessante, resta sospesa una domanda: ci saranno quei 16.000 abitanti pronti ad occupare le nuove case? Forse Torino deve pensare di più come essere attrattiva, internazionale e soprattutto a valorizzare un aeroporto la cui conduzione pubblica, ad oggi, lascia qualche perplessità.

N. G.

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