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La seconda vita degli oggetti

2 maggio 2013 • StyleComments (0)1228

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Vestitini e giocattoli usati, quasi nuovi, nuovi mai usati. Di tutti i tipi e per tutte le tasche, griffati e non griffati, vissuti e meno vissuti. Il risparmio è assicurato, il glamour anche.

A Torino hanno aperto i negozi di articoli usati per bambini. Le nonne sorridono, un po’ scettiche, ma le mamme ci fanno un salto, buttano l’occhio e magari tornano per comprare qualche cosa. Del resto buttare oggi non va più di moda. Il riuso, nella versione più integralista dello scambio o in quella soft del mercatino è ormai una pratica entrata nella testa dei torinesi. Per amore o per forza, poco importa.

Recuperare il recuperabile è sicuramente conveniente, è smart e molto green.

Ed allora l’abito quasi nuovo dal taglio ampio anni ’90 lo si porta dal sarto che lo asciuga e lo rimette in linea con quelli striminziti che si usano oggi. I jeans vecchi e strappati assomigliano a quelli che si vendono nei negozi alla moda. I mobili e i soprammobili anni ’60 sono un pezzo pregiato da abbinare ai neutri di Ikea.

Nei mercatini in conto vendita, capannoni riattati pieni di qualunque cosa, si trova di tutto: dalla cianfrusaglia più improbabile al modernariato al kitsch. Una delizia per i romantici e una pacchia per chi deve risparmiare, che di questi tempi non guasta mai.

La crisi incombe, le discariche sono piene, riciclare conviene, dare una seconda vita agli oggetti è una grande opportunità per tutti.

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