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Da Fiat a Fiat-Chrysler

29 gennaio 2014 • La città che cambiaComments (0)1612

Comincia alle 9,30 di questa mattina al Lingotto il Consiglio di Amministrazione di Fiat Auto. Oggi il cda di Fiat ratifica di fatto la fusione con gli americani di Chrysler, di cui sono in parte già noti i dettagli. E cambia l’indirizzo del gruppo: la sede legale si sposterà in Olanda e la sede fiscale a Londra. Il nome sarà con molte probabilità “Fiat-Chrysler”, e la borsa di riferimento sarà Wall Street, prima che Milano.  Altri argomenti di discussione all’Ordine del Giorno del Cda di questa mattina sono i rapporti con i sindacati, l’analisi del bilancio del 2013 e, argomento decisamente sostanzioso, le prospettive industriali della produzione in Italia e a Torino, compreso il destino di Mirafiori, fabbrica simbolo della Città del secondo dopoguerra, e testimone del declino della Fiat negli ultimi 35 anni di storia. Sergio Marchionne di fatto porta la Fiat oltre i confini del Belpaese, facendola diventare il settimo gruppo che costruisce auto al mondo, e sposta l’asse su Detroit, ragionando sul mercato interno Americano e mondiale, incomparabilmente più grande di quello italiano. Nella ex capitale dell’auto resta la “assuefazione” rassegnata dei torinesi e le analisi controverse degli esperti in materie economiche e sociali. O la sensazione di una città a due marce, una che accetta la sfida e si attrezza per gestire il cambiamento e l’altra, purtroppo maggioritaria che si acconcia a gestire i declino. Un pò come quando Torino perse la Capitale del regno, che si spostò a Firenze e poi a Roma. Oggi Torino apre, volente o nolente una fase nuovissima della sua storia.

 

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