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Monprivato

23 gennaio 2014 • OpinioniComments (0)1420

Le classifiche, volenti o nolenti, qualcuno si prende la briga di stilarle. Di conseguenza agli altri la facolta’ di discuterle e commentarle, condividerle, togliere qualche nome o sostituirne alcuni. Questo vale anche per la classifica che mi e’ capitato di leggere e che probabilmente e’ finita anche nella mani di qualcuno di voi, su un allegato della gazzetta dello Sport, SWine, dove un celebre sommelier, Luca Gardini, campione del mondo della categoria nel 2010 elenca i migliori 100 vini al mondo dell’annata. Il Piemonte ne esce bene, con ben 9 vini classificati, ma soprattutto ne esce vincitore perche’ il miglior vino al mondo e’ il Barolo Monprivato Riserva ca’ d’Morissio 2006 Azienda Mascarello & Figlio con un punteggio di 100/100.

Andiamo allora a conoscere l’Azienda e capire cosa c’e’ dietro questo riconoscimento.
Fondata nel 1881 da Giuseppe Mascarello,nel 1904 il figlio Maurizio acquisto’una cascina in regione Monprivato nel comune di Castiglione Falletto iniziando la produzione di Barolo da uve lui coltivate,ma essendo la quantita’ scarsa, aumento’ la produzione con Dolcetto e Barbera da uve acquistate da coltivatori selezionati della zona. Nel 1919 rilevo’ un ex ghiacciaia nel Comune di Monchiero, crocevia tra Barolo, Dogliani e Monforte d’Alba, dove una volta eseguito i lavori di ristrutturazione e adeguamento ha trasferito li la cantina.
A un altro Giuseppe tocca portare avanti il lavoro iniziato dai suoi predecessori, lo fa sostituendo tutte le botti vecchie con delle nuove fatte in rovere di Slavonia da legno personalmente selezionato con l’aiuto di un mastro bottaio e prodotte in Italia. Aumento’ la produzione di Barolo e soprattutto seleziono’ un clone di Nebbiolo, il Michet che dal 1959 da vita a questo grande vino. Dal 1967 a conduzione dell’Azienda Mascarello c’e’ Mauro ,nel  primo decennio ha sperimentato diversi sitemi di vinificazione piu’ o meno lunghe con alterni risultati, e’ tornato ai metodi tradizionali, portando avanti la filosofia della famiglia a partire dal lavoro svolto in vigna: ideale condizione della maturazione dell’uva e perfetta sanità del grappolo.
Potatura secca invernale molto corta, da 6 a 9 gemme per pianta. Eliminazione primaverile dei grappoli non perfetti
Diradamento estivo dell’uva in esubero per permettere la perfetta maturazione del grappolo. Raccolta manuale dell’uva con pulizia già in vigna degli acini non perfetti. Trattamenti con fitofarmaci solo se indispensabili. Concimi organici solo se la pianta lo necessità, No prodotti inquinanti. Resa di 50-60 quintali per ettaro (il disciplinare del Barolo prevede 80 quintali). Potenzialità di produzione 41000 bottiglie l’anno. Produzione effettiva tra 14000 e 24000 bottiglieSelezione dei cloni per migliorare sempre la qualità. Eliminazione di parte del vigneto se sotto gli standard. Lavori di miglioramento del terreno e drenaggi e spostamento della terra da valle a monte facendo affiorare micro e macro elementi non sfruttati. Terreno calcareo-limoso di origine marina. Esposizione sud-ovest. Vendemmia meta’ di ottobre. Vinificazione 28 giorni circa. Affinamento in botti di Slavonia non nuove, 45 mesi. Imbottigliamento dopo 60 mesi. Tutto questo per trovare nel nostro calice un vino dal colore rosso granata con riflessi aranciati. Il naso e’ complesso,intenso, persistente ,si percepiscono note floreali di viola e rosa,fruttato prugna e ciliegia, lamponi e fragoline in confettura,essendo il vino ancora giovane, le note speziate sono appena accennate, vaniglia, cacao, pepe, cannella.
Al palato e’ caldo,secco,di corpo sempre per via dell’eta’ e’ leggermente sbilanciato verso le durezze,intenso ,dotato di un finale lungo,corrispondenza con il naso.
Una bottiglia se ben conservata ,potra’ renderci felici anche tra 25 anni…
Il Barolo Monprivato Ca’ d’Morissio Riserva si produce solo nelle annate eccezionali, ed e’ accessibile solo a pochi fortunati, visto i prezzi da capogiro.
Carni rosse, brasati,cacciagione ,tartufo,formaggi stagionati.
In sintesi :tanta passione ,cura dei dettagli,amore per la vigna,rispetto dell’ambiente,continua ricerca,conoscenza del territorio, per permetterci di toccare il cielo con un dito. Marco Gianotti
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