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L’ebanista del re

7 gennaio 2014 • StyleComments (0)1691

E’ stato definito il migliore ebanista italiano del settecento, e probabilmente fu anche il migliore artigiano in assoluto. Pietro Piffetti fu il re degli ebanisti oltre ad essere l’ebanista del re. E il sovrano che si pregiava delle opere di Piffetti fu carlo Emanuele III di Savoia. La sua opera fu riscoperta verso la fine dell’ottocento: nell’ambito dei processi industriali che in quegli anni si avviavano i mobili del Piffetti, ricchi di intarsi di avorio, legni rari, tartaruga e madreperla, non furono solo capolavori rococò, ma divennero veri e propri modelli di virtuosismo e di maestria artigiana e creativa. E visti oggi i lavori dell’artigiano Piffetti sorprendono per l’unicità e la raffinatezza del particolare o per la straordinaria cura nella fattura. La Fondazione Accorsi-Ometto ha deciso di dedicare a Piffetti una mostra monografica che comprende pezzi di proprietà della Fondazione e altri provenienti da collezioni private. Il pezzo forte dell’esposizione è lo scrigno, realizzato con decori di avorio graffito e policromo. La mostra termina il 13 Gennaio 2014, nelle sale del Museo Accorsi, in Via Po 55 a Torino. Orari e Informazioni sul sito della Fondazione Accorsi: www.fondazioneaccorsi-ometto.it.

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