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“Santi numi, quella donna porta i pantaloni”

28 novembre 2013 • StyleComments (0)1698

Era il 31 marzo 1911 quando una donna si permise di indossare un paio di pantaloni femminili. Era un modello di “jupes-culottes” disegnato dal sarto parigino Paul Poiret: colpa sua se la donna dovette nascondersi in un negozio di profumi per due ore ed uscire dalla porta sul retro per non essere derisa. I portici di piazza Carlo Felice quasi tremarono al suo passaggio e un’ondata di schiamazzi le stava dietro. Eppure il 1911 fu l’anno in cui si parlò per la prima volta di “Moda Italiana”, in occasione di una esposizione di abiti prodotti da atelier torinesi. Della donna non si conosce il nome e possiamo solo immaginarne la reazione, eppure precorse i tempi: probabilmente se avesse anche solo potuto immaginare che oggi il 90 per cento delle donne porta i pantaloni sicuramente si sarebbe sentita fiera di essere stata la pioniera in assoluto della moda italiana. E la storia del pantalone per donne legata a Torino si ripete 60 anni dopo. Nel 1971 il Maglificio Calzificio Torinese inventò il primo Jeans italiano, sperimentando la strada della campagna pubblicitaria ad alto impatto mediatico, con l’immagine che entrò nella storia della pubblicità in Italia. La Campagna fu affidata a Oliviero Toscani e Emanuele Pirella, i quali coniarono il celeberrimo “chi mi ama mi segua” in calce sulla foto degli short indossati dalla modella Donna Jordan.

 

 

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