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Vino novello e caldarroste

19 novembre 2013 • Food&WineComments (0)1633

Novembre, mese dei morti, mese malinconico, cupo, mese di foglie secche .E’ anche il mese delle castagne ,quindi delle caldarroste. Novembre e le castagne, mi portano a bei ricordi, tempi lontani, quando ero bambino e adolescente. Mi ricordo delle passeggiate nei boschi con la mia famiglia a raccogliere i ricci aperti, guardando che le castagne all’interno fossero belle grosse e non rovinate. Poi una volta a casa seduti intorno al tavolo a segnare con una croce il guscio. Nel mentre la stufa era calda, si poggiava la padella forata artigianalmente e si aspettava impazienti, anche troppo, per la fretta ci si bruciava le mani nel tentativo di sbucciarle. Oppure anni dopo ,quando si andava a fare le vasche in centro, agli angoli di via Roma si trovavano i caldarrostari, ne compravamo un cartoccio,fatto rigorosamente da un foglio di giornale, e via. Erano altri Novembre, piu’ freddi e nebbiosi. Per dare un po’ di colore a tutto questo grigiore, ecco che arriva il vino Novello 2013. Benche’ sia il primo vino della vendemmia in corso, Novello non vuol dire vino nuovo.E’ un vino con dei processi di produzione diversi dal vino tradizionale.L’uva subisce una macerazione carbonica. Il disciplinare dice che almeno il 40% dell’uva deve subire questo processo,il restante deve comunque essere della vendemmia in corso. Gli acini interi vengono messi in contenitori sigillati ermeticamente e saturati di anidride carbonica per una decina di giorni a 30°C. In queste condizioni gli acini subiscono una fermentazione intracellurare, dove i pigmenti e le sostanze contenute nella buccia migrano nella polpa,intanto sotto il peso cominciano a rompersi e fare uscire il liquido che da inizio alla fermentazione alcolica.aggiunta di lieviti selezionati e anidride solforosa (blocca il rischio di ossidazioni), aiutano il processo.In seguito tutta la massa viene pigiata e messa in un tino per 2/3 giorni dove termina  la trasformazione di zucchero in alcol, non deve essere inferiore a 11%. Il vino ottenuto presenta un colore porpora con riflessi violacei, profumi vinosi, quelli che si sentono in cantina, fragola, frutti di bosco, lampone. Sara’ un vino fresco, ma gia’ con suo equilibrio, con tannini delicati, non adatti a fare invecchiamento,per questo motivo per goderne a pieno le caratteristiche, meglio berlo entro i sei mesi.

Si abbina ottimamente con le castagne e loro derivati, a piatti di funghi e per osare, piatti piccanti. E’ un vino che in Italia viene prodotto su tutto il territorio nazionale e con diversi tipi di uva. In Francia, per fare un confronto con i cugini, si produce il Beaujolais Nouveau, solo nella regione di Beaujolais, esclusivamente da uve Gamay e il 100% delle uve subisce il trattamento della macerazione carbonica. Per chi volesse fare una gita fuori porta l’ultimo week end di novembre,a Piacenza si terra’ la fiera dei vignaioli indipendenti,un ottima occasione per conoscere produttori nuovi, degustare buon vino e tornare a casa con il bagliaio pieno.www.mercatodeivini.it

 

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