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Il manifesto di RiAccademia

14 novembre 2013 • StyleComments (0)1400

Ri.Accademia parte “domani”, per questa sera gli organizzatori della serata si limitano ad illustrare il progetto illustrando il manifesto di otto punti che ne spiega le finalità. Meglio, aggiunge Erika Mattarella di LiberiTutti, ” il manifesto è open, anzi deve essere aperto a contributi e suggerimenti”.  La Ri.Accademia è uno spazio dedicato a progettare, sperimentare e costruire, partendo dalla materia degli oggetti che non servono più, ma che possono essere impiegati per costruire altre cose. “Il concetto che sta alla base di Ri Accademia è molto lontano da quello del riciclaggio”, spiega Antonio Castagna, autore del libro “Tutto è Monnezza”, fresco di stampa, edito da LiberAria, “il riciclaggio è la tomba degli oggetti che non servono più: prima di riciclare, si possono fare altre cose, ad esempio riusare o rivendere gli stessi oggetti desueti, oppure smontarli in pezzi e ricavrne del materiale da costruzione con cui cosruire oggetti nuovi”. Basta pensare al legno degli infissi vecchi, che può diventare legno per costruire oggetti nuovi. Ovviamente il passeggio non è banale. Costruire con materiale ricavato dal vecchio comporta un passaggio in più, ed allora servono competenze ed intelligenze per trasformare e ricostruire, e serve fare rete per mettere assieme i saperi necessari. Tra gli organizzatori l’artista Walter Visintin, che costruisce oggetti ed installazioni con il legno ricavato da porte vecchie, assi di legno e derivati, tipo il truciolato, grande “esperto” del tema recupero e trasformazione. Sua l’opera posizionata in uno spazio del capannone della Cooperativa Triciclo adibito a sala per la presentazione di Ri.Accademia, parte attiva del progetto assieme all’Associazione Manamanà, al Politecnico di Torino e alla Cooperativa LiberiTutti. E se ormai è evidente che agli artisti piace il recupero, il fine vero del progetto  forse  è più ambizioso e consiste nel costruire una cultura della trasformazione e renderla sostenibile, orientata al mercato e interessante per chi la materia la deve trattare. E mentre RiAccademia si candida ad essere un progetto vero e concreto, entro fine mese verrà pubblicato un bando dedicato ai designer che si confronteranno con la costruzione di oggetti a partire dai materiali ricavati da oggetti desueti.

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