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I lustrascarpe della Valle Grana

16 agosto 2013 • LifeComments (0)2349

E’ il 15 di Agosto. Siamo a Castelmagno, al fondo della Valle Grana, sopra Caraglio, terra di formaggi pregiati, il Castelmagno, e di storie e tradizioni occitane. La scusa per arrampicarsi fin qui è il concerto dei Lou Dalphin nel sagrato della Chiesa. Ma, casualmente, vengo a conoscenza di una storia straordinaria che vale la pena raccontare, quella dei lustrascarpe di Torino. Nel piccolo Museo Etnico di Colletto di Castelmagno è custodita la cassetta con i lucidi e le cere per le scarpe dell’ultimo dei lustrascarpe che da Castelmagno e dai paesi della Valle Grana erano emigrati nel dopoguerra a Torino. Alla stazione di Porta Nuova tutti i lustrascarpe che esercitavano la professione con la loro cassetta, le spazzole e le cera speciali provenivano dalla Valle Grana. Chi non trovava posto a Porta Nuova si sistemava davanti agli alberghi della città. E tutti avevano addosso una placca di ottone con il numero della licenza che l Comune concedeva loro e che era necessario per esercitare la professione. Questo lavoro era piuttosto ambito per sfuggire alla povertà della montagna. I lustrascarpe si tramandavano i segreti e le ricette della cera, così come  la licenza per esercitare il mestiere, a volte anche il posto dove lavorare. Gli strumenti di lavoro erano la sedia alta su cui sedeva il cliente e la cassetta che conteneva i lucidi e su cui si appoggiava la scarpa.

foto: museo colletto di Castelmagno

foto: museo colletto di Castelmagno

I lustrascarpe oggi a Torino non esistono più, l’ultima cassetta, con dentro i ricordi e le testimonianze di un passato romantico ed incredibile, è al Museo di Colletto di Castelmagno. L’idea della licenza da lustrascarpe fa sorridere. In tempi di liberalizzazioni e di scarpe vintage, invecchiate ad arte, ma basta pensare agli sciuscià di Vittorio De Sica e immaginare cosa fosse Torino negli anni del dopoguerra, e cosa fosse la provincia Granda, oggi ricca e nota in tutto il mondo per i tesori della sua terra.

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