Autopubblicazione is the (only) way

23 luglio 2013 • StyleComments (0)1072

frontfree (1)

Volete fare gli scrittori, il vostro cassetto trabocca di idee originali ma avete paura di perdervi nel ginepraio delle case editrici e di sentirvi opporre dei rifiuti? E allora l’autopubblicazione è la risposta che fa al caso vostro.

Lo ha capito Gioele Urso, giornalista e giovane scrittore torinese che sta muovendo i primi passi nella sua carriera letteraria e che ha scelto la strada dell’autopubblicazione per il suo romanzo “Suicidio Culinario (Io e il mio pesce palla). Vedersi pubblicare un libro è insieme un’emozione incommensurabile per uno scrittore, soprattutto se giovane, ma è anche un terno al lotto perché bisogna mettere in conto il passaggio attraverso un iter il più delle volte tortuoso e spesso parco di soddisfazioni.

Negli ultimi anni, complice anche la diffusione massiccia degli e-book (non in Italia dove le statistiche dicono che siamo ancora restii ad accogliere questo nuovo supporto e dove in generale si leggono poco anche i libri cartacei), molti scrittori alle prime armi si sono affidati all’autopubblicazione. Uno strumento che ha portato alla ribalta E.L. James con la sua saga “50 sfumature”, romanzo erotico diventato un best seller in pochissimo tempo e fenomeno letterario della scorsa estate.

Una scelta che l’autore torinese spiega così. <Decidere di autopubblicarsi non significa rinunciare all’editoria tradizionale ma semplicemente mettersi alla prova – afferma Urso – non ho voluto arrendermi all’idea che il mio romanzo restasse chiuso dentro ad un cassetto, la rete e il web danno oggi la possibilità di confrontarsi direttamente con il pubblico>. La speranza è sempre quella che un editore si accorga del successo e decida di rincorrerlo, proponendo la pubblicazione vera e propria.

Qualcuno, del tutto erroneamente peraltro, potrebbe essere portato a pensare che quella dell’autopubblicazione sia una strada fatta di improvvisazione e approssimazione. <Autopubblicarsi non significa fare le cose in modo amatoriale – precisa l’autoreil successo del mio romanzo è tutto sulle mie spalle, dalla distribuzione alla promozione online, dai contatti con i lettori a quelli con gli editori. Per l’impaginazione mi sono affidato ad una giovane professionista del settore, Carlotta Borasio e per la copertina ad un bravissimo illustratore, Luigi Spota>.

Suicidio culinario è una storia semplice, un centinaio di pagine che mescolano il comico, il serio ed il faceto. Una storia che, a dispetto del titolo, vive al confine tra ironia e consapevolezza del proprio essere. Il protagonista è un ragazzotto torinese che scambia noia ed apatia per una sconfitta personale tanto da arrivare a pensare di togliersi la vita ma colto dalla paura ci ripensa sempre. Fino a quando un giorno, facendo zapping, si imbatte in una trasmissione di cucina; pochi istanti che saranno in grado di dare una svolta alla sua vita e zittire i propositi suicidi.

 

Pin It

Related Posts

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Close
Seguici su Twitter e Facebook
e scopri quello che non ti aspetti,Bocciofile Torinesi.