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Hai voluto la macchina? E ora paghi!

11 luglio 2013 • La città che cambiaComments (0)1174

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Il futuro della vostra auto, o meglio, dell’entrare con la vostra auto a Torino dipenderà probabilmente da un referendum cittadino che, nel caso in cui si decidesse di effettuare, si svolgerà in concomitanza all’affluenza alle urne dei cittadini torinesi per le prossime elezioni dei rappresentanti in Europarlamento.

Si sta infatti discutendo in questi giorni a Palazzo di Città l’ipotesi di chiedere la consultazione popolare riguardo un tema spinoso: l’introduzione anche a Torino, dopo Milano, Londra, Oslo, Singapore, ecc, del “Road Pricing”.

Il road pricing consiste in un pedaggio da pagare ogniqualvolta si voglia entrare a Torino, nella quale già solo nel 2013 sono stati ampiamente depotenziati i mezzi di trasporto pubblico (nonostante l’incremento del biglietto) e, viceversa, aumentate le zone di parcheggio a pagamento.

Le motivazioni che sostengono il progetto, supportato in consiglio soprattutto da Sel e M5S, sono ridurre in maniera significativa il traffico sulle arterie cittadine, combattendo anche le immissioni di smog nell’atmosfera e, al contempo, reinvestire gli introiti nel miglioramento della viabilità cittadine e nel potenziamento dei mezzi pubblici, e l’idea sarebbe far pagare un basso pedaggio, circa 1€, per l’accesso nel capoluogo piemontese.

Ma i problemi, e i dubbi, continuano a persistere: il gettito ricavato dal pedaggio saranno realmente sufficienti da, oltre a ricoprire completamente le spese per l’attuazione del progetto (telecamere, controlli, etc.) poter anche essere reinvestiti?

Introdurre un pedaggio impatterà veramente sulla qualità dell’aria, o almeno, lo farà più che incentivare all’acquisto di macchine meno inquinanti, come quelle a metano, gpl, elettrica?

 Introdurre una tassazione, perché di questo si tratta, si ripercuoterà negativamente sull’economia di locali e negozi siti in Torino, favorendo invece l’economia delle città ad essa immediatamente limitrofe?

E, soprattutto, se uno degli scopi è ridurre il numero dei veicoli circolanti per la città, qualora buona parte della popolazione abbandoni realmente l’auto privata, da dove arriveranno i fondi per mantenere la struttura in funzione?

Ai posteri, e al referendum, l’ardua sentenza…

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