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Petanque in Provenza

6 maggio 2013 • SportComments (0)3340

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Per quanto la Petanque non abbia avuto origine in Italia, nel considerarla una variante del nostro tradizionale gioco delle Bocce, possiamo definirci attivi promotori di questa disciplina.
In quanto tale, trova spazio da sempre nella Federazione italiana di Bocce.
In Francia invece, assume identità sportiva a se stante già dai primi del ‘900.

Il primo a promuoverla fu Garibaldi in persona, decidendo la possibilità di fare tre passi con  rincorsa prima del lancio della boccia. Tuttavia, la Petanque nella forma attuale nacque nel 1907 dai fratelli Pitot, con l’intento di permettere al loro amico Lenoir di continuare a praticare il gioco delle bocce nonostante i suoi reumatismi. Eliminarono dunque i tre passi che precedono il lancio, stabilendo il tiro da fermo ( da qui “ped tanco”, a piedi uniti) nei limiti di un cerchio del diametro di soli 50 cm.
La Francia può vantare oggi 380 000 tesserati alla Federazione di Petanque.

L’obiettivo del gioco è di fatto identico a quello delle bocce con la variante della posizione di stasi al momento del lancio, nonché dei dettagli relativi alle norme del campo da gioco.
Vengono naturalmente usate bocce diverse, di acciaio, adatte al tiro da fermo e di massima precisione.

Merita attenzione anche il carattere internazionale della Petanque.
Sicuramente in nessun posto al mondo così come nei parchi parigini, è possibile respirare l’entusiasmo sociale per questo sport, tuttavia da diversi anni la Petanque non rimane nell’ombra, prendendo piede anche nel resto d’Europa e in India, laddove la colonizzazione ha lasciato profonde tracce culturali.

Per quanto non potrà mai esserci lo stesso patriottismo dei francesi nell’avvicinarsi a questo sport, l’Italia  e primo fra tutti il Piemonte, è ancora capace di apprezzare e adottare le piacevoli usanze e influenze culturali che il “vicino di casa” può offrire.

 Francesca F.

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