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Un patrimonio “alla frutta”

2 giugno 2013 • LifeComments (0)1290

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Sabato 1 giugno si e’ svolta a Torino, presso la grande sala del Circolo dei Lettori, in via Bogino 9, la presentazione del film-documentario “The fruit hunters”, in concomitanza con l’apertura del festival Cinemambiente e con la partecipazione dell’attore americano Bill Pullman.

Del regista Yung Chang il docu-film racconta di un incredibile viaggio attraverso il mondo a caccia di frutti ritenuti perduti e dall’incredibile bellezza e sapore.

Questo è lo spunto per narrare in effetti la “maturazione” dell’uomo stesso, come quella del frutto e le varie tappe evolutive di quest’ultimo.

In principio l’uomo inizia a raccogliere i frutti e capire che di essi può cibarsene, un primissimo periodo che corrisponde a quello di “ominide raccoglitore“.

Poi luomo realizza che essi possono essere coltivati e quindi rende sistematico il rapporto con essi.

La terza fase e’ quella dell’industrializzazione, che rende la frutta sempre disponibile ma impone anche la coltivazione di una sola specie di frutta, rendendo a rischio di estinzione le altre varietà (chi è a conoscenza che esistono ad esempio 150.000 sottogeneri differenti di pere?).

Al talk e’ intervenuta anche Paola Costanzo, conservatrice del Museo della Frutta “Francesco Garnier Valletti” del polo museale del palazzo degli Istituti Anatomici.

Lo scopo era quello di far notare come l’Italia abbia uno dei più grandi patrimoni in questo senso ma il più delle volte non viene, come quasi sempre accade, valorizzato.

Enormi terreni coltivabili vengono sprecati e adibiti ad altro (soprattutto nel sud) e si preferisce importare frutta dall’estero senza valorizzare quella nostrana (ancora una volta gli aspetti economici e di globalizzazione vengono anteposti a tutto).

Così molte specie rischiano di scomparire.

E quando si parla di sparizione è per sempre, con il rischio che le generazioni future non conosceranno mai l’enorme patrimonio che la terra e’ in grado di offrire e che deve essere nostro compito preservare a tutti i costi.

Nicolò A.

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