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L’Italia del tennis scopre i campi veloci

3 maggio 2013 • SportComments (0)1753

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Gli ultimi riscontri ATP e WTA dimostrano che i giocatori italiani hanno scalato posizioni nel ranking grazie ad un’assidua presenza nei tornei veloci di inizio anno, con ottimi risultati dovuti ad un miglioramento sostanziale del gioco su una superficie dove la presenza fisica costante, permette un netto miglioramento dei colpi di volo, propensione riscoperta dai nostri tennisti, utile per accorciare gli scambi da fondo campo diminuendo estenuanti scambi durante il game.

I vari Cipolla, Lorenzi, ma soprattuto giocatrici come Sara Errani hanno evidenziato la loro diversa natura di gioco in alcuni frangenti , utlile all’ottenimento di punti grazie all’utilizzo della volee’ colpo che accorcia lo scambio restituendo lucidita’ al giocatore dal punto di vista mentale e fisico, propedeutico anche su terra rossa da usare contro i cosiddetti terrai oli poco inclini ad abbandonare la linea di fondo.

I nostri tennisti dopo diverse stagioni, hanno finalmente intrapreso la via dei campi veloci per 2 motivi oggettivi: I tornei dell’ATP e dei circuiti WTA svolti sul cemento e sul supreme veloce, campi rapidi per natura, hanno un’ubicazione percentualmente elevata rispetto alla terra e all’erba, superficie residuale rispetto alle precedenti.Per questioni numeriche i suddetti tornei rappresentano in termini di punti in classifica e di price-money fortino cospicuo per i professionisti del circuito.

La seconda ragione come riferimento precedente, riguarda l’aspetto puro del tennis che dal punto di vista tecnico vede le varie componentistiche di gioco perfezionarsi e completarsi in questa superficie.

La nuova mentalità e stata acquisita anche dalla federazione italiana, che cerca di impartire una nuova politica improntata sullo sviluppo del gioco sui campi veloci , sia ai maestri federali di essere piu’ inclini con gli allievi nell’affrontare tornei prevalentemente sul cemento e supreme, ma anche ai vari circoli tennistici associati alla F.I.T. di costruire un maggior numero di campi rapidi rispetto a quelli in terra rossa.

Roberto Sergi

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